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Gandhi è un film biografico del 1982 prodotto e diretto da Richard Attenborough.[1]

Gandhi
Gandhi (Ben Kingsley) in una scena del film
Titolo originaleGandhi
Paese di produzioneRegno Unito, India
Anno1982
Durata191 min
Rapporto2,35:1
Generebiografico, drammatico
RegiaRichard Attenborough
SoggettoJohn Briley
SceneggiaturaJohn Briley
ProduttoreRichard Attenborough
Produttore esecutivoMichael Stanley-Evans
Casa di produzioneColumbia Pictures
FotografiaRonnie Taylor, Billy Williams
MontaggioJohn Bloom
Effetti specialiDavid Watkins
MusicheGeorge Fenton, Ravi Shankar
ScenografiaStuart Craig, Bob Laing, Norman Dorme, Ram Yedekar, Michael Seirton
CostumiJohn Mollo, Bhanu Athaiya
TruccoTom Smith
Interpreti e personaggi
  • Ben Kingsley: Mohandas Karamchand Gandhi
  • Roshan Seth: Jawaharlal Nehru
  • Candice Bergen: Margaret Bourke-White
  • Edward Fox: generale Dyer
  • John Gielgud: Lord Irwin
  • Trevor Howard: giudice Broomfield
  • John Mills: Lord Chelmsford
  • Martin Sheen: Vince Walker
  • Rohini Hattangadi: Kasturba Gandhi
  • Ian Charleson: Charles Freer Andrews, il pastore
  • Geraldine James: Mirabehn (Madeleine Slade)
Doppiatori italiani
  • Sergio Fantoni: Mohandas Karamchand Gandhi
  • Maria Pia Di Meo: Margaret Bourke-White
  • Sergio Tedesco: generale Dyer / Mohammed Ali Jinnah
  • Giorgio Piazza: Lord Irwin / generale Jan Christiaan Smuts
  • Gianni Marzocchi: giudice Broomfield
  • Sandro Iovino: Lord Chelmsford / professor Gokhale / generale Dyer
  • Massimo Turci: Vince Walker

Scritto da John Briley[1] e basato sulla vita di Mahatma Gandhi, leader della lotta nonviolenta che condusse all'indipendenza dell'India dall'Impero britannico nel 1947. Il cast corale vede Ben Kingsley nel ruolo del Bapu, Roshan Seth, Candice Bergen e Rohini Hattangadi.[2]

Acclamato dalla critica e dal pubblico,[3] il film ha ricevuto numerosi riconoscimenti in tutto il mondo, tra cui 8 Oscar 1983 (su 11 nomination): miglior film, miglior regista, miglior attore protagonista, miglior sceneggiatura originale, miglior fotografia, miglior scenografia, migliori costumi e miglior montaggio.[2]

Il film fu proiettato in prima a Nuova Delhi il 30 novembre 1982. Uscì nelle sale cinematografiche egli Stati Uniti l'8 dicembre 1982.

Nel 1999 il British Film Institute l'ha inserito al 34º posto della lista dei migliori cento film britannici del XX secolo.[4]


Trama


30 gennaio 1948. A Nuova Delhi, il Mahatma si reca in un giardino per recitare preghiere accompagnato dai fedeli indù, ma tra questi vi è un giovane, Nathuram Godse, che gli si avvicina e lo uccide sparandogli tre colpi di pistola. Ai suoi funerali partecipano numerose persone, tra cui rappresentanti politici della società indiana e di altre nazioni oltre che i suoi migliori amici Jawaharlal Nehru e Vallabhbhai Patel.

Sudafrica, 1893: Gandhi, giovane avvocato diretto a Pretoria per difendere una ditta indiana a un processo, viene sbattuto fuori da un treno da capistazione bianchi in quanto si era accomodato in prima classe (alle persone di colore era consentito viaggiare solamente in terza classe). Successivamente incontra Khan, il mercante musulmano suo cliente, grazie al quale viene a conoscenza, tra gli altri, delle dure condizioni degli indiani nell'impero britannico: sono stati importati con la forza e relegati a una condizione di schiavitù. Gandhi decide allora di fondare un movimento pacifico ma determinato a ottenere la libertà, e avvisa la stampa: durante una manifestazione in Sudafrica, a Pretoria, brucia dei lasciapassare (di cui gli europei possono fare a meno, ma che i cittadini dell'Impero non-europei, tra cui appunto gli Indiani, sono obbligati a tenere sempre con sé) ma la risposta della polizia è un brutale pestaggio. La sua azione viene notata dalla stampa (addirittura dal New York Times) che lo sostiene in quanto ha subito il pestaggio senza reagire e difatti apre la sua considerazione sull'azione efficace della nonviolenza e porterà anche ad una revisione della legge sui lasciapassare. Tempo dopo, rimessosi dalla violenta aggressione, fonda la comunità di Phoenix sul modello degli Āśrama per produrre un giornale indipendente e riprendere a organizzare manifestazioni pacifiche di protesta contro le leggi discriminatorie opponendosi ad esempio senza l'uso della forza all'applicazione delle stesse leggi ma con marce e scioperi nelle miniere, dove gli Indiani erano usati come lavoratori. Questo però lo portano all'arresto e alla carcerazione insieme ad altri membri della comunità per far finire l'opposizione: qui ha un incontro con il viceré inglese, il quale si dichiara disposto ad annullare le leggi contro cui egli ha protestato ma anche che questo avrebbe potuto limitare fortemente l'immigrazione indiana in Sudafrica. Dopo questo Gandhi decide di tornare in India insieme al reverendo Charles Freer Andrews.

India, 1915: Gandhi fa ritorno in India al porto di Mumbai dove viene accolto come eroe nazionale da Nehru. Qui Gopal Krishna Gokhale gli suggerisce di viaggiare per l'India per conoscerla meglio, visto che si sente come uno "straniero" in patria. Qui proclama le sue idee di nonviolenza e riscuote enormi consensi in gran parte del Paese. Inizia con i contadini del Champaran per il problema della coltivazione della indigofera imposta dal dominio britannico che impoverisce la popolazione perché non si può dedicare a coltivare i beni di prima necessità. L'attivista propone inoltre un giorno di sciopero a tutto il popolo, in data 6 aprile, al fine di complicare la vita politica degli invasori britannici: in quel giorno infatti, entra in vigore una legge che riconosce più ampi poteri alle forze dell'ordine ma Gandhi propone una giornata di preghiera e di digiuno. In seguito allo sciopero, Gandhi viene nuovamente incarcerato: sarà poi assolto e liberato senza dover pagare cauzione perché la popolazione reagisce violentemente alla dominazione britannica e pensano che Gandhi possa cautelarli con i suoi discorsi sulla nonviolenza, ma poco dopo le truppe del generale Dyer sparano sulla folla provocando un eccidio. Cominciano inoltre a sorgere violenti contrasti tra le minoranze indù e musulmane, che sfociano in scontri armati: Gandhi sarà arrestato ancora una volta, con l'accusa di sedizione, e condannato a sei anni di reclusione.

Regione del Porbandar, anni dopo: Gandhi percorre migliaia di chilometri per le strade indiane, la cosiddetta marcia del sale, fino a giungere le rive dell'Oceano Indiano dove produce un'enorme quantità di sale che il Congresso distribuirà poi in tutto il Paese. Il protrarsi di manifestazioni obbliga Londra a cedere, e lo stesso Gandhi sarà invitato in Gran Bretagna per un incontro con la famiglia Windsor e altri nobili inglesi. L'indipendenza non arriva perché gli inglesi cercano di dividere gli indiani accentuando le varie divisioni tra caste e classi sociali, tuttavia Gandhi capisce che il governo britannico ormai ha perso la voglia di lottare. Ciononostante ,dopo la sua morte, nel 1947 la causa per cui ha tanto lottato si concretizza e l'India riceve l'indipendenza: il Mahatma riuscirà inoltre a fermare la faida, ancora in atto, tra musulmani e indù.


Produzione


Le riprese del film iniziarono il 26 novembre 1980 e terminarono il 10 maggio 1981[5]. La sequenza del funerale fu girata il 31 gennaio 1981, trentatré anni dopo il vero funerale di Gandhi.


Distribuzione


L'anteprima del film si è svolta a Nuova Delhi il 30 novembre 1982. Uscì nelle sale cinematografiche negli Stati Uniti l'8 dicembre 1982.


Edizione italiana


La direzione del doppiaggio è stata affidata a Manlio de Angelis, su dialoghi di Sergio Jacquier, per conto della C.D.[2]


Accoglienza



Box office


Il film ha riscosso un successo immediato, non solo in India ma anche nel resto del mondo.[3] In particolare, è stata elogiata la performance di Ben Kingsley, la regia di Attenborough, la storia, il montaggio e la scenografia.

Il film ha incassato $ 183.583 nei suoi primi 5 giorni. Al di fuori del Nord America, il film ha incassato 75 milioni di dollari nel resto del mondo. È stato il terzo film di maggior incasso dell'anno.[6] È nella Top Ten dei film indipendenti britannici di maggior incasso di tutti i tempi, tenendo conto dell'inflazione.[7]

È stato mostrato in anteprima, gratuitamente, a Mumbai e a Nuova Delhi.[3]


Critica


Su Rotten Tomatoes, il film ottiene una percentuale di gradimento dell'85%.[8] Il consenso del sito recita: "il regista Richard Attenborough è tipicamente comprensivo e sicuro, ma è la performance magnetica di Ben Kingsley che funge da fulcro di questo lungo e vasto film biografico".[8]

Nel 2010, l'Independent Film & Television Alliance ha selezionato il film come uno dei "30 film indipendenti più significativi degli ultimi 30 anni".[9]


Riconoscimenti


  • 1983 - Golden Globe
    • Miglior film straniero
    • Migliore regia a Richard Attenborough
    • Miglior attore in un film drammatico a Ben Kingsley
    • Miglior attore debuttante a Ben Kingsley
    • Migliore sceneggiatura a John Briley
  • 1983 - Premio BAFTA
    • Miglior film a Richard Attenborough
    • Migliore regia a Richard Attenborough
    • Miglior attore protagonista a Ben Kingsley
    • Miglior attore debuttante a Ben Kingsley
    • Migliore attrice non protagonista a Rohini Hattangadi
    • Nomination Miglior attore non protagonista a Edward Fox
    • Nomination Miglior attore non protagonista a Roshan Seth
    • Nomination Miglior attrice non protagonista a Candice Bergen
    • Nomination Migliore sceneggiatura a John Briley
    • Nomination Migliore fotografia a Billy Williams e Ronnie Taylor
    • Nomination Migliore scenografia a Stuart Craig
    • Nomination Migliori costumi a John Mollo e Bhanu Athaiya
    • Nomination Miglior montaggio a John Bloom
    • Nomination Miglior trucco a Tom Smith
    • Nomination Miglior sonoro a Jonathan Bates, Simon Kaye, Gerry Humphreys e Robin O'Donoghue
    • Nomination Miglior colonna sonora a Ravi Shankar e George Fenton
  • 1982 - National Board of Review Award
    • Miglior film
    • Migliori dieci film
    • Miglior attore protagonista a Ben Kingsley
  • 1983 - Kansas City Film Critics Circle Award
    • Miglior attore protagonista a Ben Kingsley
  • 1983 - David di Donatello
    • Miglior film straniero
    • Miglior produttore straniero a Richard Attenborough
    • David Europeo a Richard Attenborough
  • 1982 - New York Film Critics Circle Award
    • Miglior film
    • Miglior attore protagonista a Ben Kingsley
  • 1982 - Los Angeles Film Critics Association Award
    • Miglior attore protagonista a Ben Kingsley
  • 1983 - Nastro d'argento
    • Regista del miglior film straniero a Richard Attenborough
  • 1983 - American Cinema Editors
    • Miglior montaggio a John Bloom
  • 1984 - Awards of the Japanese Academy
    • Nomination Miglior film straniero
  • 1982 - British Society of Cinematographers
    • Migliore fotografia a Billy Williams e Ronnie Taylor
  • 1983 - Directors Guild of America
    • Migliore regia a Richard Attenborough
  • 1983 - Evening Standard British Film Awards
    • Miglior attore protagonista a Ben Kingsley
  • 1984 - Grammy Award
    • Nomination Miglior colonna sonora a Ravi Shankar e George Fenton
  • 1985 - Guild of German Art House Cinemas
    • Miglior film straniero a Richard Attenborough
  • 1984 - London Critics Circle Film Award
    • Attore dell'anno a Ben Kingsley
  • 1983 - National Society of Film Critics Award
    • Nomination Miglior attore protagonista a Ben Kingsley

Note


  1. Gandhi - Film (1982), su ComingSoon.it. URL consultato il 9 marzo 2022.
  2. AntonioGenna.net presenta: IL MONDO DEI DOPPIATORI - ZONA CINEMA: "Gandhi", su antoniogenna.net. URL consultato il 9 marzo 2022.
  3. (EN) Makarand R. Paranjape, The Death and Afterlife of Mahatma Gandhi, Random House India, 30 gennaio 2015, ISBN 978-81-8400-683-4. URL consultato il 9 marzo 2022.
  4. (EN) The BFI 100, su britishpictures.com. URL consultato il 10 giugno 2014.
  5. Gandhi (1982) - Box office, su imdb.com. URL consultato il 10 giugno 2014.
  6. Gandhi (1982) - Financial Information, su The Numbers. URL consultato il 9 marzo 2022.
  7. http://www.bfi.org.uk/sites/bfi.org.uk/files/downloads/bfi-top-films-of-all-time-2015-2016-04.pdf (PDF), su bfi.org.uk.
  8. (EN) Gandhi. URL consultato il 9 marzo 2022.
  9. (EN) Mike Fleming Jr, Mike Fleming Jr, UPDATE: How “Toxic” Is IFTA's Best Indies?, su Deadline, 10 settembre 2010. URL consultato il 9 marzo 2022.

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[de] Gandhi (Film)

Gandhi ist ein britisch-indischer Spielfilm von Richard Attenborough aus dem Jahr 1982. Er erzählt die Lebensgeschichte des indischen Unabhängigkeitskämpfers Mohandas Gandhi, genannt Mahatma Gandhi.

[en] Gandhi (film)

Gandhi is a 1982 period biographical film based on the life of Mahatma Gandhi, the leader of nonviolent non-cooperative Indian independence movement against the British Empire during the 20th century. A co-production between India and United Kingdom, it is directed and produced by Richard Attenborough from a screenplay written by John Briley. It stars Ben Kingsley in the title role. The film covers Gandhi's life from a defining moment in 1893, as he is thrown off from a South African train for being in a whites-only compartment, and concludes with his assassination and funeral in 1948. Although a practising Hindu, Gandhi's embracing of other faiths, particularly Christianity and Islam, is also depicted.
- [it] Gandhi (film)

[ru] Ганди (фильм)

«Га́нди» (англ. Gandhi) — биографический фильм 1982 года, снятый Ричардом Аттенборо. Рассказывает о жизни Махатмы Ганди — лидера и идеолога движения ненасильственного сопротивления против британского колониального владычества в Индии в первой половине XX века.



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